
«L’intenzione era quella di fare qualcosa in ricordo di mio papà».
Così Aldo Risso spiega come è nato, qualche anno fa, quello che sarebbe poi diventato “La Terra da’ la Vita”. Ma andiamo con ordine, Risso, classe 1965, è nato, cresciuto e vive a Monasterolo.
«Cinque o sei anni fa, con la mia amica Sonia De Castelli, ho iniziato ad acquistare e “raccogliere” in giro attrezzature che venivano impiegate in passato, nelle nostre zone, in agricoltura – racconta -. Sono tutti strumenti non a motore che, in alcuni casi, ho sistemato e riportato in funzione. Si tratta per lo più di attrezzature risalenti all’epoca prima della Seconda Guerra Mondiale».
Com’è nata questa particolare passione?
«Ho sempre vissuto in campagna e specialmente durante gli anni del Covid, quando io e mio padre siamo stati soli per molto tempo, ascoltavo i suoi racconti sulle storie di gioventù. Lui era nato nel 1926, per un po’ è stato il più anziano di Monasterolo, e mi diceva di quando la terra si lavorava a mano con l’aiuto di cavalli e buoi e non c’erano tutte le tecnologie a cui siamo abituati oggi. Mi ricordo di quando spiegava che d’estate si lavorava di notte perché gli animali non resistevano alle temperature del giorno. Quando mio papà è mancato, tre anni fa, mi sono detto: “partiamo con un progetto”».
Progetto che, dalla sua nascita, ha incontrato diversi step e che si sta per tradurre in vero e proprio museo.
«Nell’agosto 2024 l’ho presentato alla Coldiretti Cuneo ed è anche stato fatto un servizio televisivo. L’anno scorso mi hanno contattato da Lagnasco, con il quale c’è un legame di amicizia da anni, in occasione di “Fruttinfiore”, per una piccola dimostrazione. È stata un’esposizione con pochi mezzi».
Si è trattato della sua prima esibizione?
«Sì, spostare gli attrezzi con il rischio di romperli, lucidarli, sistemarli e magari star via rappresentava un problema per me, perciò non ne avevo mai fatte prima».
Anche quest’anno ha esposto a Lagnasco ma si è trattato di una mostra di tutt’altra portata…
«Lo scorso dicembre Roberto Dalmasso, sindaco di Lagnasco, e Andrea Torre, presidente della locale Pro loco, mi hanno contattato e chiesto di allestire una mostra all’interno delle mura del castello, sempre in occasione della manifestazione “Fruttinfiore”».
L’intervista prosegue sul Corriere di questa settimana.






