
«Sin da quando ho iniziato questo percorso ho sempre sognato di chiudere una strada a Savigliano per far sentire la mia musica e sabato questo è stato finalmente possibile».
È rimasta nel cuore e nella testa di Mauro Porera, in arte Edgar Gallan, la sua città natale dove per tanti anni si è esibito tra club, discoteche e locali prima di spiccare letteralmente il volo tra Torino e Lombardia, e poi Londra e dopo ancora in giro per l’Europa. Il dj saviglisanese è tornato “a casa” per celebrare i suoi primi 20 anni di carriera con un evento, organizzato in collaborazione con la vineria Il Roma, che ha chiuso corso Roma per una serata tra musica e arte.
«Era il giugno del 2006 e, in occasione del diciottesimo di un mio amico, avevo provato a mettere su qualche disco che mi piaceva particolarmente e da lì la mia passione è esplosa – racconta -. Al mio compleanno mi regalarono un giradischi e il primo mixer e, grazie al supporto della saletta musicale, ho iniziato a farmi conoscere prima in piccolo e poi anche da alcuni club della zona. Al To-like di Genola ad esempio sono stato per la prima volta resident dj, ma poi ho lavorato anche tanto tra Evita, Bra, Centallo e tanti altri. La vera svolta è arrivata però durante una serata allo Chalet di Torino, durante una serata di musica elettronica. Allora quella era una vera nicchia e anche nel club c’era poca selezione all’ingresso, come invece avveniva in provincia, e ho percepito che quell’ambiente mi trasmetteva davvero tanta unione e voglia di fare festa. Da allora ho un po’ abbandonato la “commerciale” per avvicinarmi al mondo che oggi potremmo definire techno e indie-dance, con tanta influenza in arrivo dagli anni ‘80. In fondo sono stato cresciuto a pane e Pink Floyd».
La voglia di emergere in un ambito non ancora sotto i riflettori ha portato Mauro a spostarsi in Inghilterra, dove ha avuto l’onore di suonare all’Egg di Londra, «quello che allora era il 34° club più importante al mondo».
Tanti eventi sia nel Regno Unito che in giro per l’Europa ma alla fine i vent’anni di carriera sono stati festeggiati dove tutto è iniziato.
«Ho celebrato i primi dieci a Londra, ma ho sempre sognato di chiudere una strada per la mia musica e questo credo sia anche un atto di riconoscimento e restituzione nei confronti di chi mi ha sempre seguito».
