
Nei giorni scorsi, il Consiglio dei Ministri ha ufficialmente prorogato la validità delle carte d’identità cartacee (in precedenza fissata per il 3 agosto), rendendole di fatto valide nei rapporti con la Pubblica Amministrazione e con i soggetti che erogano pubblici servizi fino alla loro naturale scadenza. Un obbligo, quello di sostituire il vecchio documento, che aveva costretto i Comuni ad attrezzarsi al fine di assecondare le richieste dei cittadini. Molte città, ad esempio, avevano incrementato il numero di sportelli atti al rilascio dei documenti e realizzato open day con accesso libero per velocizzare le pratiche.
«Prendiamo atto della comunicazione del Consiglio dei ministri, ma non possiamo nascondere un po’ di rammarico – commenta Luca Robaldo, presidente della Provincia di Cuneo e sindaco di Mondovì -. Abbiamo rafforzato gli sportelli, realizzato open day, inviato lettere personalizzate perché crediamo nel rapporto diretto con la cittadinanza e cerchiamo di agevolarla negli adempimenti burocratici quotidiani. Spiace, però, che ancora una volta quando i Comuni si muovono con attenzione e rispetto verso i cittadini, da Roma le indicazioni cambino d’improvviso senza alcun confronto preventivo. Forse qualche funzionario ministeriale si è reso conto solo adesso di quanto afflusso avrebbero dovuto sopportare gli uffici anagrafe delle grandi città da qui al prossimo 3 agosto».
