
A Cavallermaggiore la presenza dei colombi rappresenta da tempo una questione aperta, strettamente legata al decoro urbano e alla gestione degli spazi pubblici. I piccioni si concentrano stabilmente sui tetti dei palazzi storici, nelle piazze e vicino alle abitazioni, trovando nel tessuto cittadino un habitat ideale per nidificare.
Se da un lato la fauna urbana fa parte del contesto locale, dall’altro l’eccessiva concentrazione di esemplari comporta ormai serie criticità strutturali e igieniche. Il problema principale è legato al guano, che danneggia gli edifici storici e costringe a continui interventi di manutenzione.
Un caso emblematico ha riguardato la torre civica, dove l’accumulo di escrementi aveva persino mandato in tilt i meccanismi dell’orologio. Proprio per rispondere a queste criticità, nei mesi scorsi l’Amministrazione comunale ha deciso di avviare un piano straordinario di contenimento.
Il progetto si articola in due fasi: una prima mappatura e censimento dei volatili, volta a individuare i nidi e le aree a maggiore intensità nel centro cittadino, e un successivo contenimento selettivo. Quest’ultimo prevede l’attivazione di piani di riduzione numerica attraverso metodi rigorosamente a norma di legge, come l’utilizzo di trappole specifiche.
La questione è approdata anche in uno degli ultimi Consigli comunali, durante il quale la minoranza ha chiesto aggiornamenti sullo stato delle azioni intraprese per contrastare l’esubero dei colombi.
