
Un sogno diventato realtà, nel segno della memoria del mondo contadino. Sabato 10 ottobre, cascina Viancina (in via Viancini) ha aperto le porte al Museo agricolo, al termine dei lavori di riqualificazione sostenuti con fondi del Pnrr. L’inaugurazione si è trasformata in un vero e proprio momento di festa per Marene.
A spiegare la genesi dell’iniziativa è stato il consigliere comunale Marco Racca, figlio di Giacomo Racca e Anna Biolatto, a cui è intitolata l’opera.
«Il motivo di questo spazio è ricordare le nostre radici. Abbiamo il dovere di portare avanti le origini della nostra storia e trasmetterle alle nuove generazioni. Un tempo lo si faceva verbalmente, oggi dobbiamo trovare altri modi per raccontare com’era il mondo agricolo. Se non si conosce il proprio passato, non si può vivere pienamente il presente e programmare il futuro».
Per Marco e i suoi familiari, l’area espositiva ha soprattutto un valore affettivo. Il padre Giacomo arrivò alla cascina nel 1942, a soli 18 anni, nel pieno della guerra e dopo aver perso la madre, insieme ai fratelli e alle sorelle. Inizialmente mezzadri su una parte della proprietà, i Racca ne presero in gestione l’intera superficie nel 1959, quando la famiglia Risso si trasferì nel torinese. Nel 1965, con il matrimonio dell’ultimo fratello, Giacomo e Anna (sposati nel 1954) rimasero nella tenuta con i loro sette figli.
«Ricostruendo la nostra storia ci siamo resi conto di quanta fatica abbiano fatto i nostri genitori – ha ricordato Marco –. Avevano il pregio dell’umiltà e dell’accoglienza: il portone è sempre stato aperto e chiunque entrasse era il benvenuto. È stato chiuso otto mesi fa, per via della riqualificazione, ma oggi questo luogo torna a vivere in una nuova forma».
Un ringraziamento è stato rivolto a quanti hanno contribuito all’allestimento con il proprio aiuto e la propria generosità.
«È un progetto condiviso con i nostri genitori e con nostro fratello Michele. Sono convinto che ci stiano guardando dal cielo e stiano gioendo con noi: sono sempre presenti, in un’altra dimensione. E un pensiero va anche a nostro nipote Francesco».
Parole di apprezzamento sono arrivate dal sindaco Alberto Deninotti, che ha sottolineato il valore dell’iniziativa a beneficio di tutti: «Avete fatto un grandissimo lavoro, che vi fa onore. Marene è un paese fatto di persone che si impegnano per realizzare qualcosa per la comunità, e voi ne siete una testimonianza, anche per la capacità di recuperare questa struttura».
Il momento simbolico del taglio del nastro è stato affidato a magna Domenica, di quasi 92 anni, circondata dai familiari.



