
Tradizione, voglia di rinnovarsi e nuove opportunità. L’Asd Marene Bocce guarda al futuro puntando sulla partecipazione e sull’apertura a nuovi praticanti. Ne parliamo con il presidente Claudio Carena, partendo dal bilancio delle ultime iniziative per fare il punto sui progetti e sulle sfide che attendono la società.
Il recente torneo femminile ha introdotto una novità a Marene: per la prima volta si è disputato a petanque. Come è nata questa scelta?
«La scelta è stata strategica: si è voluto testare il gradimento verso questa disciplina da parte delle marenesi che in passato si cimentavano nella manifestazione annuale del volo. La nuova versione del bocciodromo, con otto campi interni, ha facilitato l’organizzazione».
Che bilancio si sente di tracciare della manifestazione?
«La partecipazione ha davvero sorpreso tutti. In passato era consistente, ma con scarso appeal, quasi solo per abitudine. Quest’anno, oltre a essere numerose, le iscritte hanno trasmesso parecchio entusiasmo e a gran voce hanno chiesto che l’evento diventi più frequente, anziché annuale. Saranno accontentate».
Il movimento del boccismo femminile e della petanque sta riscuotendo sempre più interesse. Qual è lo stato di salute di queste discipline a Marene e sul territorio?
«La petanque attira le persone che amano divertirsi in compagnia, senza distinzione di genere o di capacità. È questo il suo punto di forza: è aperta a tutti e non discrimina. Marene ha fatto una scelta coraggiosa e lungimirante, intercettando il fabbisogno di coloro che hanno tempo libero e gradiscono viverlo in compagnia, facendo attività fisica. In provincia la diffusione è alta, mentre negli altri Comitati quello di Torino la sta scoprendo soltanto adesso, con un grande potenziale di partecipazione».
Quali sono i prossimi obiettivi della società?
«L’associazione si muove in tre direzioni. Nella petanque desidera incrementare la partecipazione non agonistica, offrendo la possibilità di frequentare il bocciodromo con un costo di tesseramento minimale, ma vuole anche promuovere l’attività agonistica, favorendo la partecipazione degli atleti a gare e campionati. Nel volo, invece, c’è un accordo con un’Asd limitrofa per utilizzare il suo bocciodromo per gli allenamenti e la disputa del campionato di terza categoria».
L’intervista prosegue sul Corriere.


