
È tornata la cicogna a Cavallermaggiore ed è ritornata di nuovo sul campanile della chiesa di Santa Teresa. Come ci hanno fatto notare i residenti che abitano nel palazzo che si affaccia sulla chiesa, da alcune settimane l’uccello che ha fatto tremare in passato l’Amministrazione comunale per via del nido abbattuto, e di recente la parrocchia costringendola nella primavera passata al blocco delle ristrutturazione di Santa Teresa, si sta preparando per una prossima covata.
Quel che continua a stupire è come faccia un uccello maestoso e abile, la cui intelligenza si manifesta nella sua complessa gestione della sopravvivenza e migrazione, a mettere in scacco perfino le istituzioni. Quando si è trattato di ristrutturare la torre civica si son fatti dei lavori per spostare centralmente il possibile nido che nella realtà non è mai più stato ricostruito sul campanile dal volatile.
Ma c’è di più. Si è anche installata una piattaforma affinchè erigesse lì la propria casa con una operazione che come risultati ha fatto il paio con quella maturata anni prima di posizionare sempre una piattaforma, ma sul santuario fidandosi che la cicogna avrebbe accettato lo spostamento voluto dalle autorità. Su Santa Teresa, ha di nuovo affrontato le istituzioni costringendole al blocco dell’intervento che stava operando la parrocchia, mandando in ferie anticipate per alcuni mesi la ditta che aveva intrapreso i lavori di ristrutturazione dell’edificio sacro.
Lei, come dire, non guarda in faccia nessuno che sia il sindaco oppure il parroco. Quando arriva il tempo della riproduzione sceglie il suo posto. Punto e basta.
