
Un filo che unisce le generazioni e supera i confini. È nata così, sabato pomeriggio, in piazza Vittorio Emanuele II, l’opera collettiva realizzata nell’ambito della mostra “Tesserò un filo che sfidi il vento”, dedicata all’artista Alejandra Alarcon Aranguiz e conclusasi domenica. Per qualche ora il centro storico si è trasformato in un laboratorio creativo che ha coinvolto persone di ogni età, bambini compresi.
Ago, filo e tessuti hanno dato forma a un grande lenzuolo ricamato con la tecnica del patchwork, in cui ciascuno ha lasciato il proprio segno, esprimendo pensieri, desideri e riflessioni sulla società.
«Cucire insieme significa condividere, prendersi cura gli uni degli altri e superare le divisioni geografiche, culturali e generazionali. Un gesto semplice che diventa occasione d’incontro e un messaggio di inclusione e pace», è stato sottolineato dai promotori.
La giornata è proseguita con un momento istituzionale in municipio, occasione per ripercorrere l’esperienza espositiva che negli ultimi mesi ha animato la pinacoteca civica Levis Sismonda e approfondire il messaggio affidato alla città. L’opera “Allacciare i fili, oltre i confini” entrerà nella collezione permanente della Casa delle Muse, conservando la testimonianza di una comunità che ha scelto di ritrovarsi attraverso l’arte.


