
A distanza di oltre ottant’anni dalla sua scrittura, una cartolina postale inviata da un lager nazista riuscirà finalmente a raggiungere la famiglia a cui era destinata. Il documento apparteneva a Paolo Soldano, cittadino di Racconigi ed ex Internato Militare Italiano (IMI), catturato in Slovenia dopo l’8 settembre 1943 e sopravvissuto alla prigionia tedesca.
L’iniziativa si terrà martedì 10 novembre alle 18, nella Sala consiliare del Comune di Racconigi.
L’appuntamento è organizzato dall’Amministrazione comunale in collaborazione con l’ANEI (Associazione Nazionale Ex Internati) – Sezione di Torino, nell’ambito del progetto intitolato «La posta torna a casa».
Il ritrovamento è frutto di una complessa ricerca archivistica condotta dall’associazione, che ha permesso di individuare diversi plichi postali scritti dai soldati italiani prigionieri e mai recapitati ai destinatari dell’epoca.
Paolo Soldano, nato nel 1921 e scomparso nel 2018 all’età di 96 anni, è stato l’ultimo reduce racconigese della campagna di Russia. Dopo il rientro dalla prigionia, ha segnato la vita civile e sociale di Racconigi, ricoprendo ruoli di amministratore locale, esponente politico, referente associativo e presidente della Cooperativa Neuro.
L’evento rappresenta sia un atto di restituzione alla famiglia, sia una testimonianza storica per la cittadinanza, ricordata anche dalla lapide commemorativa già presente presso la sede municipale e dedicata agli IMI.

«Questa iniziativa ha per noi un valore che va oltre la restituzione di un documento storico. Ci permette di ricongiungere una pagina della grande storia con quella personale di un nostro concittadino, che ha attraversato uno dei periodi più drammatici del Novecento e che, tornato a Racconigi, ha continuato a dedicare una parte importante della propria vita alla comunità. Non possiamo restituire il tempo trascorso, né cancellare le sofferenze di quegli anni, ma possiamo fare in modo che quelle esperienze non vengano dimenticate. Perché la memoria non dovrebbe esaurirsi nelle commemorazioni, ma aiutarci a comprendere il passato e, soprattutto, a riconoscere il valore di una pace e di una libertà che, anche guardando al mondo di oggi, non possiamo considerare conquiste definitive».
— Valerio Oderda, Sindaco di Racconigi
