
La scorsa settimana ha preso ufficialmente il via il rito dei saldi estivi. Appuntamento che una fetta importante di consumatori attende ancora con un certo entusiasmo, anche se oggi viene inevitabilmente messo in ombra dallo strapotere del commercio elettronico, che stravolge le dinamiche di mercato in modi diversi. Tra promozioni attive dodici mesi all’anno e l’ormai sdoganato fenomeno del Black Friday, le occasioni digitali che fanno gola agli acquirenti non mancano, in un quadro che si configura come una vera e propria lotta ad armi impari tra il negozio fisico e le piattaforme virtuali. Ne parliamo insieme al direttore dell’Ascom locale Giulio Giletta, alla guida di un’associazione, da lui stesso definita “La casa del commercio”, che ha come missione primaria proprio la salvaguardia e la valorizzazione dei negozi di vicinato.
Come sono partiti questi giorni di saldi? Avete già un primo riscontro?
«Da un iniziale sondaggio possiamo parlare di un moderato interesse dei consumatori, frenato prima di tutto dal caldo. Con le temperature raggiunte in questi giorni nelle nostre città è normale che alcuni abbiano evitato lo shopping. A questo si deve sommare una situazione economica generale che ha le sue ripercussioni. I nostri associati riferiscono infatti di scontrini più bassi da parte di clienti affezionati. Quindi, direi che in un quadro non facile, dato dal clima e dalla capacità di spesa, le attività vanno avanti con un andamento dei saldi quasi in linea con quello dell’anno scorso quando, va detto, avevamo dalla nostra parte un meteo più gradevole».
L’assenza della Piccola Fiera d’Estate, che cadeva più o meno in questo periodo, pesa sui negozianti? Poteva essere un’opportunità in più?
«Non si fa e a noi dispiace. Si tratta di un’iniziativa che andava avanti da quasi quarant’anni, pur con nomi diversi. Abbiamo sempre cercato di salvarla perché rappresenta un’opportunità per il commercio, ma di fronte alle più recenti difficoltà è stato fatto un passo indietro. Con meno negozi ci sono inevitabilmente meno adesioni. Mi riferisco ad attività di un certo tipo e non a quelle di servizi, poiché queste ultime non sono valorizzabili in un appuntamento come la notte bianca con i negozi aperti. Fatte le dovute valutazioni, con una diminuzione dei partecipanti e i costi elevati, anche per via delle richieste legate alla sicurezza sempre più stringenti, è stato quasi inevitabile giungere a questa decisione. Tuttavia, le risorse che si sarebbero potute orientare sulla Piccola Fiera d’Estate verranno dirottate sul Natale, periodo in cui cercheremo di recuperare e offrire un programma ancora più ampio degli anni scorsi, naturalmente per i saviglianesi e non solo, ma anche per le attività che operano sul territorio».
L’intervista completa sul Corriere di questa settimana.
