
Il Giappone osservato, attraversato e raccontato attraverso lo sguardo di Stefano Faravelli, tra gli autori che hanno aperto in Italia la strada al genere del carnet de voyage.
Per la prima volta, una selezione di taccuini originali, album, strumenti e materiali di lavoro è riunita nella mostra “Specchi del Giappone”, in programma fino al 1° novembre al Castello di Racconigi. A cura di Alessandra Giovannini Luca e Laura Gallo, l’esposizione è realizzata con il contributo della Fondazione CRC, in collaborazione con EDT e con la partecipazione del Gruppo di Lettura di Carmagnola.
L’allestimento crea un dialogo tra le opere dell’artista e gli ambienti della reggia che testimoniano il gusto per l’Oriente della corte sabauda: disegni, acquerelli e pagine dei carnet incontrano infatti le sale che, all’inizio del Novecento, furono ribattezzate “Appartamento Giapponese”.
Ne nasce un percorso che accosta due diversi modi di guardare al Paese: quello immaginato dall’Europa e quello restituito da Faravelli attraverso la sua esperienza diretta. Pittore, scrittore e orientalista, ha dedicato una parte significativa della propria ricerca alla realtà nipponica, studiandone paesaggi, tradizioni e cultura attraverso il disegno dal vero.
Le opere esposte permettono così di seguire le diverse tappe di questa ricerca e di entrare nel laboratorio da cui è nato il volume “Giappone. Taccuini dal mondo fluttuante” (2026).
