
CAVALLERMAGGIORE – Ricordare per non dimenticare è stata la frase che ha aperto, sabato 25 ottobre nella sala consigliare, la giornata dedicata al dottor Maurizio Ferrero, medico, fondatore e donatore Avis al quale la sezione avisina ha intitolato la propria sede. Un omaggio dovuto per quanto ha fatto per la comunità cavallermaggiorese, sia come medico condotto, sia come sindaco e sia come sentinella del mondo del volontario portando avanti la missione del dono del sangue. Nel ricordo di quell’uomo che 20 anni fa ci ha lasciati, tutti hanno speso unanime apprezzamento per la sua grande professionalità e soprattutto generosità. Chi lo ha conosciuto di persona, come l’ex sindaco Mauro Mana, ha raccontato di quella difficile esperienza amministrativa al timone della città per le scelte delicate da prendere in quegli anni ’70, ma anche ricordando con un aneddoto curioso quel sindaco che aveva colorato di giallo intenso «inguardabile» la sede del neonato Centro culturale, sostenendo che quello era il giallo “Ferrero”. Altri come Valentino Piacenza, attuale presidente Avis provinciale, ha svelato i misteri del dottore, come la nomina a cavaliere tenuta in gran segreto e il rigetto per le foto che lo ritraevano. Nella sequela degli interventi che si sono succeduti, anche il professor Giovanni Quaglia, che negli anni ’70 era primo cittadino di Genola, ha raccontato un po’ di quel medico allora suo collega istituzionale, come pure ha fatto sul versante avisino locale l’ex presidente Bartolo Cigna.
