
Lo scorso Consiglio comunale avrebbe dovuto aprirsi con la lettura, da parte del sindaco Riccardo Ghigo, di una lettera proveniente dalla consigliera di minoranza Maurizia Tavella, assente giustificata. Inviata al Consiglio con la richiesta che fosse inserita a verbale e letta pubblicamente, a quanto pare per una svista, non è stata condivisa con l’assemblea.
In questo scritto (inviato alla nostra redazione) Tavella annuncia la propria assenza alla seduta consiliare, convocata alle ore 18, motivandola con la difficoltà a conciliare l’orario sia con gli impegni lavorativi che familiari: «Una fascia non compatibile per me e, ne sono certa, nemmeno con quello di cittadini scarnafigesi che avrebbero volontà di partecipare», scrive la consigliera.
Nel testo viene messo a confronto quanto avviene a Scarnafigi con la prassi adottata in molti Comuni limitrofi, dove i Consigli si tengono «extra orario lavorativo ed extra orario di accudimento familiare, indicativamente alle 20.30 o alle 21», Tavella richiama anche il numero esiguo di sedute: «Nell’anno in corso i Consigli sono stati solo tre: ci si aspetterebbe più volontà di coinvolgimento, ma francamente l’impressione non è questa». Precisa, inoltre, di aver già sollevato la questione in via privata al sindaco, anche in precedenti tornate amministrative, senza riscontri concreti: «Tale inosservanza mi fa purtroppo pensare a un mancato ascolto».
Non manca un passaggio critico sul tema della parità di genere. L’organizzazione dei Consigli in fascia preserale «non è solo causa di difficoltà organizzativa familiare, ma mette una madre lavoratrice nella posizione di dover rinunciare a partecipare ad attività che si ritengono importanti. Tutto ciò mi fa inevitabilmente ragionare, e so per certo di non essere l’unica donna a pensarlo, a una parità di genere, tutta scarnafigese, completamente fallita, sebbene tanto cercata nella società di oggi», conclude la consigliera.
