
Si sono svolti giovedì 22 gennaio a Vercelli, i funerali di Piero Ernesto Concio (88 anni), cittadino onorario di Caramagna. A partire dal 2010, era stato una figura di rilievo per il paese, la sua storia e la sua cultura.
Entrato casualmente in possesso di una copia quattrocentesca degli Statuti Comunali, datata 1562, documentandosi sulla sorte di quel libro, che risultava esser stato trafugato dagli archivi molti anni prima, Concio aveva in seguito contattato l’allora sindaco Mario Riu e, comprendendo l’importanza che aveva il documento per la comunità, con un gesto di estrema generosità ed altruismo, aveva scelto di ridestinarlo alla “casa madre” senza nulla chiedere in cambio.
Il suo gesto non era passato inosservato e l’anno successivo, l’Amministrazione aveva scelto di conferirgli la cittadinanza onoraria. Successivamente alla consegna degli Statuti, nel 2020, in occasione della presentazione del libro “Gli Statuti di Caramagna Piemonte del 1431”, tradotti dal professor Giuseppe Gullino, Concio, pur non potendo partecipare all’iniziativa, aveva voluto ricordare per mezzo di una lettera la trattativa che aveva preceduto la consegna del documento dieci anni prima, concludendo la missiva con la frase: “Il codice ha trovato la sua dimora”.
Il rapporto tra Concio e Caramagna è proseguito negli anni; l’intellettuale vercellese aveva fatto ritorno in paese in diverse circostanze portando in dote al paese e in particolare alla sua biblioteca opere di valore storico e sociale notevoli. Nel 2012, in concomitanza con la festa patronale della Beata Caterina, donò quattro cinquecentine (libri di carattere giuridico risalenti al sedicesimo secolo) e soprattutto un incunabolo (opera frutto della prima arte tipografica, in stampata il 1455 e il 1500), quarto tomo di un’opera a carattere giuridico non presente in alcuna biblioteca italiana o mondiale.
