
Venerdì sera il teatro Milanollo ha ospitato un coinvolgente spettacolo dedicato a Domenico Modugno, insieme all’attore, autore e regista Mario Perrotta che con voce, parole e musica ha accompagnato il pubblico in un intenso viaggio nella storia e nell’immaginario del grande artista pugliese. Al suo fianco tre musicisti di grande livello – Vanni Crociani, Massimo Marches e Giuseppe Franchellucci – che hanno contribuito a dare forza ed emozione alla narrazione musicale.
Ma non è stato soltanto un tributo, il pubblico ha assistito a un racconto teatrale capace di restituire lo spirito di un uomo e di un’epoca. Attraverso una narrazione cantata, Perrotta ha fatto rivivere la figura di Modugno e il clima dell’Italia a cavallo del 1958, gli anni segnati dall’inizio del boom economico. Sono riecheggiati alcuni dei brani più celebri del repertorio di Modugno quali “Vecchio frac”, “Meraviglioso” e “Piove (Ciao ciao bambina)” con un finale inaspettato dedicato a “Nel blu dipinto di blu (Volare)”, canzoni che hanno segnato la storia e che ancora oggi fanno parte della memoria collettiva italiana.
Il racconto ha messo in luce anche il carattere tenace di Modugno: non si è mai arreso, nonostante gli inizi difficili e gli ostacoli incontrati prima di raggiungere il successo. Perrotta ha evidenziato anche il desiderio iniziale di fare l’attore e l’aver accettato di dire che il suo era dialetto siciliano, perché al quel tempo il Salento era sconosciuto ai più. Accanto alla carriera, ha preso forma la dimensione più personale della vita dell’artista. In un paio di occasioni Perrotta è sceso dal palco per cantare tra gli spettatori, creando un’atmosfera più intima e partecipata.
Al termine, ha poi voluto rivolgere un pensiero al teatro cittadino, facendo i complimenti al “nostro” Milanollo e definendolo una vera e propria «bomboniera».
Nel finale Perrotta ha raccontato con ironia che, durante l’ultimo Festival di Sanremo – impegnato con un programma per la Rai – seguiva le esibizioni pensando a come proprio su quel palco, molti anni prima, Modugno avesse portato una ventata di innovazione. «Ma poi quest’anno ha vinto Sal Da Vinci, e allora forse non c’è stato tutto quel cambiamento», ha concluso, strappando una risata durante i saluti.




