
Da quindici anni una porta che si apre ogni giorno su uno spaccato spesso invisibile. È quello raccontato dall’associazione Le Serre Odv in una lettera (pubblicata a pag. 26) che descrive il lavoro quotidiano svolto all’interno del piccolo laboratorio di via Michelangelo Castelli, diventato nel tempo punto di riferimento per persone fragili, famiglie e ragazzi con disabilità.
“Al di là delle feste, delle iniziative, c’è una Racconigi che non tutti conoscono”, si legge nel testo, che mette al centro il tema della solitudine. Un disagio sottile che, spiegano, spesso “arriva in silenzio”, attraverso piccoli gesti e richieste apparentemente semplici, dietro cui però si nascondono situazioni difficili e storie personali complesse.
In questo contesto, il gruppo di volontari mette a disposizione uno spazio di accoglienza, in cui le attività organizzate – dai tornei di bocce ai mercatini – rappresentano molto più di semplici momenti ricreativi. Non mancano poi i riferimenti alle difficoltà pratiche affrontate ogni giorno, come l’assenza di servizi adeguati nella sede (non c’è collegamento idrico), e alle nuove idee che stanno prendendo forma. Tra queste il progetto “La Spesa Facile”, pensato per aiutare chi non può uscire di casa o vive senza una rete di supporto, e l’ipotesi di uno sportello di ascolto aperto ai cittadini.
Il messaggio finale è chiaro: il disagio sociale non è un’emergenza temporanea né un argomento da affrontare soltanto in determinati momenti, ma una presenza costante che richiede attenzione, ascolto e continuità. “Cerchiamo solo di tenere accesa una luce”, conclude la lettera, raccontando un impegno che prosegue nonostante tutto.
