
Svolta storica ai vertici di Oasi Giovani: Silvana Garello è la nuova presidente dell’ente e guiderà il Consiglio direttivo per i prossimi cinque anni. Classe ‘63, saviglianese e neuropsichiatra infantile con esperienza nel mondo dell’educazione e del sostegno ai minori, Garello raccoglie il testimone da Gianfranco Saglione, rimasto alla guida dell’ente nell’ultimo decennio.
Dopo secoli di filantropia – anche e soprattutto al femminile – che hanno caratterizzato le storiche istituzioni poi confluite in Oasi Giovani, Garello è la prima donna a ricoprire la carica di presidente. Ad affiancarla nel ruolo di vicepresidente sarà Valter Nicoletti. La fumata bianca è arrivata al termine di giorni intensi, segnati da un’accesa miccia politica attorno alla governance dell’ente.
La vigilia del voto era stata scossa dalle improvvise dimissioni della consigliera Federica Pio, l’ultimo elemento di continuità con la precedente gestione. Le dimissioni hanno inevitabilmente acceso i riflettori sulla spaccatura tra due blocchi all’interno del Cda da sette membri: da un lato il “fronte del sindaco” Antonello Portera (con i tre membri di nomina comunale Nicoletti, Bassetti e Vivalda); dall’altro l’area di centrosinistra uscita dall’assemblea dei soci (con Piola, Grindatto e la stessa Garello). L’ingresso del primo degli esclusi, Francesco Boglione, subentrato a Pio, ha ridefinito gli equilibri a favore del blocco dei soci, superando la consuetudine che tradizionalmente vedeva la presidenza assegnata a una figura indicata dal primo cittadino. Una dialettica accesa, che si è infine risolta con il voto a scrutinio segreto.
Nonostante le tensioni della vigilia, le prime dichiarazioni della neopresidente e dell’intero Consiglio direttivo mettono subito al centro il pragmatismo, il dialogo e il futuro dell’ente, smorzando le logiche di fazione.
«Questo nuovo gruppo di lavoro intende operare a completo servizio dell’ente, condividendo obiettivi e competenze in un clima di serena collaborazione tra tutti i componenti», ha affermato Garello a nome di tutto il direttivo.
Un messaggio chiaro, volto a tracciare una linea di continuità operativa ed efficienza oltre i colori politici.
