
Andrea Roano, ingegnere saviglianese, classe 1969, ha dato alle stampe il suo quarto romanzo. Il titolo “La coda della balena” è un invito a guardare oltre e a immergersi in una nuova storia insieme al protagonista di sempre Francesco Serrano (detto Frax), che torna con l’immancabile compagno d’avventura Jacques Barbaresco. Il libro, Clavilux Edizioni, è disponibile nelle librerie saviglianesi e sarà presentato a settembre con un reading musicale a palazzo Miretti.
Che cosa vuole evocare questo titolo che è anche l’immagine della copertina, con la coda di una balena che emerge dal mare?
«Intanto si tratta, almeno per me, di un’immagine bellissima che ha accompagnato i miei sogni fin da quando ero bambino. Speravo che un giorno sarei riuscito a vederla e ho avuto la fortuna di poter realizzare questo desiderio l’anno scorso in Islanda. E poi, se vogliamo in senso più metaforico, la coda è soltanto una piccola parte che si svela in superficie, mentre sotto c’è un mondo. Ed è anche un po’ quello che accade al protagonista, Frax, che soffre di attacchi di panico che cerca di simulare per non vedere quello che c’è più in profondità».
Chi è Francesco Serrano, che vediamo tornare in tutti i tuoi romanzi?
«Di mestiere è un consulente che si occupa di spionaggio industriale. Riesce sempre a mettersi in situazioni difficili, complice da un lato il suo carattere, che lo spinge ad andare a cercare e scoprire, dall’altro lo stesso amico Jacques che lo coinvolge».
C’è qualcosa di autobiografico?
«Ci sono dei punti in comune. Penso ad esempio alla formazione tecnico scientifica, ma anche al carattere e alla passione per la musica, come per i viaggi. Del resto è un personaggio che mi porto dietro da sempre, fin dal primo romanzo. Ormai sono io che seguo lui, praticamente fa quello che vuole».
Dov’è ambientata la storia?
«Inizia a Torino e in seguito si sposta in Sicilia, in una terra dal mare scintillante e dal sole implacabile».
L’intervista prosegue sul Corriere in edicola.
