
Siamo ai primi di settembre, ma le temperature sono ancora di agosto. Quella appena trascorsa è stata un’estate rovente, segnata da un caldo record e una grave carenza idrica che ha messo a dura prova il Piemonte. Con un mese di luglio che ha registrato temperature superiori alla media per ben 28 giorni, l’allarme siccità si è fatto sentire soprattutto nel mondo agricolo e sul livello dei fiumi.
Eppure, aprendo il rubinetto di casa, nessuno ha avuto brutte sorprese: l’acqua potabile è fluita senza interruzioni né cali di pressione. Un risultato tutt’altro che scontato, frutto del lavoro svolto negli anni da Alpi Acque. Nel tempo, la società di gestione del servizio idrico ha attuato un piano costante di investimenti per rendere la rete sempre più efficiente e interconnessa.
Grazie all’approvvigionamento da pozzi di falda profonda (come Tetti Chiamba), al monitoraggio e alla distrettualizzazione della rete, le dispersioni sono state contenute attorno al 25% – un valore decisamente virtuoso rispetto alla media nazionale. Per capire come il sistema ha affrontato l’emergenza, abbiamo intervistato il direttore generale di Alpi Acque, Claudio Careglio.
