
Si chiude un’annata d’oro per la reggia sabauda, che ha totalizzato 74.277 ingressi, contro i 65.841 del 2024. Le sale interne hanno attratto 43.585 visitatori, in linea con l’anno scorso (42.348), mentre il parco, tornato fruibile in gran parte dei suoi percorsi, ha registrato 30.692 accessi (nel 2024 erano 23.493).
Il bilancio mostra un netto aumento rispetto al 2023 quando erano stati staccati appena 37.734 biglietti, principalmente per il castello, a causa della prolungata chiusura del polmone verde patrimonio dell’Unesco. I mesi più affollati del 2025 confermano il trend della bella stagione: da aprile a giugno e poi da settembre a ottobre, periodo in cui il sito risulta più attrattivo anche grazie alle attività dedicate a famiglie e visitatori. Altrettanto positivo il riscontro delle festività: 1.630 ingressi a Pasqua (19-21 aprile) e 1.678 tra Natale e l’Epifania (26 dicembre-6 gennaio, con chiusura il 25 dicembre).
I LAVORI SVOLTI
I lavori portati a termine nel corso dell’ultimo anno rispecchiano un impegno costante nel miglioramento dell’esperienza di visita e nella valorizzazione del sito.
«Abbiamo concluso nei tempi previsti dal Pnrr diversi cantieri importanti, tra i quali la nuova illuminazione delle facciate, il rifacimento del piazzale di ingresso e l’inserimento di un ascensore di collegamento con le cucine storiche, oltre a completare interventi manutentivi che attendevano da tempo, come l’impermeabilizzazione del terrazzo di Maria Josè e il restauro di alcune porzioni di muratura storica nelle corti», spiega la direttrice del castello Alessandra Giovannini Luca.
Le opere non si sono limitate agli esterni: anche internamente è stata migliorata l’illuminazione lungo il percorso del primo e secondo piano ed è stato ultimato il restauro degli arredi del Reposoir della regina Maria Teresa alla Margaria, riallestiti nel loro ambiente. Alcune novità sono arrivate verso la fine del 2025, con l’avvio dei progetti di studio di due aree non aperte al pubblico, in continuità con il programma “Storie dal mondo in Castello” inaugurato nel 2024.
«Si tratta del deposito Certosa, che si trova al piano degli alloggi delle Balie, e del gabinetto fotografico della regina Elena: due spazi affascinanti e sconosciuti ai più che vogliamo presto includere in un percorso di visita del tutto rinnovato», dettaglia Giovannini.
2026: COSA ASPETTARSI?
Il 2026 si apre con alcune conferme; si tornerà infatti a mettere mano a iniziative già avviate, come quella sulla straordinaria collezione fotografica contenuta nella residenza.
«Stiamo preparando ulteriori attività conservative e di digitalizzazione di un nucleo di scatti storici nell’ambito del progetto “Storie e luoghi dal Piemonte tra Otto e Novecento”, finanziato dalla Regione Piemonte», spiega la direttrice.
Sul tema restauri, invece, insieme all’associazione Terre dei Savoia è in corso di svolgimento Savoia Experience, che darà nuova luce ai busti antichi presenti all’esterno (piazzale sud) e al suggestivo grottino di accesso ai bagni di Carlo Alberto.
«Altra bella notizia: siamo stati selezionati per l’attività di “Digitalizzazione del patrimonio culturale – categoria 3D e High Quality” promossa dalla Digital Library nazionale, finanziata da fondi Pnrr, che interesserà alcune delle opere più significative delle nostre collezioni: i modelli tridimensionali entreranno quindi nella rete dei beni consultabili dal pubblico nazionale e internazionale attraverso applicativi dedicati di ricerca on-line».
