
Una serata di confronto tra don e fedeli dopo gli ultimi mesi di botta e risposta, via social e stampa, su alcune decisioni intraprese dall’abate don Alessandro Sacco. Questi i motivi dell’incontro, tenuto giovedì scorso nella sala della parrocchia di San Giovanni, arrivato alla vigilia della settimana comunitaria, uno dei momenti più importante dell’anno per la comunità dei fedeli e a quasi un anno dall’avvicendamento dei parroci.
A prendere subito la parola sono stati alcuni fedeli che, in rappresentanza di parte della comunità, hanno snocciolato alcune perplessità sulla gestione della vita comunitaria e, in alcuni passaggi, anche sulle “abitudini” del nuovo parroco. Nella lunga lettera letta a più voci si è ripreso, seppur come pretesto, il diverbio nato attorno al ritorno dei banchi nella chiesa di San Giovanni, questione già ampiamente sviscerata (a tal proposito era stato convocato un incontro ad hoc negli ultimi giorni di luglio), che secondo alcuni mette in evidenza un metodo non opportuno.
«Questi cambiamenti e questo stile nel prendere decisioni richiamano un modello ecclesiale che pensavamo appartenesse al passato: una Chiesa nella quale il parroco decide e la comunità prende atto. Noi siamo cresciuti in una Chiesa che ci ha educati all’ascolto, al confronto e alla corresponsabilità. E su questa linea ci piacerebbe continuare, anzi sarebbe nostro desiderio crescere sempre di più in questa direzione di dialogo e di confronto. Anche la scelta di spostare il catechismo al sabato e alla domenica ha suscitato non poche perplessità: è una decisione che di fatto rende più difficile il servizio delle catechiste, molte delle quali hanno una famiglia e vedono nel fine settimana un tempo prezioso da dedicare ai propri cari. Ma soprattutto questa scelta incide sulle famiglie. Per molti genitori il weekend rappresenta l’unico momento da vivere insieme, libero dagli impegni scolastici e lavorativi».
I dettagli e la replica del parroco sul Corriere di questa settimana.
