
La monasterolese, se pur d’adozione, Abigail Barberis ha recentemente partecipato alla 37ª edizione della “10K Pas Ras al port de Valencia”. La corsa che si tiene nella città spagnola ed è un evento sportivo a cui possono partecipare corridori professionisti ma anche famiglie e bambini. Abigail, Abi per gli amici, 25 anni, di origine argentina, la più piccola di quattro sorelle, fisico sportivo e sguardo deciso ha fatto dello sport non solo un passatempo ma una vera e propria medicina. L’abbiamo incontrata per farci raccontare la sua esperienza.
Come mai hai deciso di partecipare alla gara di Valencia?
«Corro da tanto tempo ma non ho mai fatto gare ufficiali. Quella di Valencia è stata la prima, ho raggiunto un amico che vive lì e ho deciso di “buttarmi”».
Che tipo di gara è?
«È un appuntamento molto sentito per gli spagnoli ma non solo. C’erano atleti da tutta Europa. È una 10 km che si corre alla Marina di Valencia: è molto bello perché si percorrono strade che solitamente sono chiuse».
Qual è stato il tuo tempo?
«L’ho fatta in 54 minuti, sono arrivata 1340ª su 3955 partecipanti e al 306° posto tra le donne. Sono soddisfatta perché ho iniziato ad allenarmi 3-4 mesi prima della gara. Ho approfittato di mia sorella (scherza, riferendosi a Nerina Barberis che a Monasterolo tiene lezioni di ginnastica). In Argentina preparava gli atleti che volevano correre le maratone e allora mi sono fatta aiutare con un allenamento mirato».
Ma non corri soltanto.
«Pratico palestra e nuoto, sto facendo un corso per diventare istruttrice. Al momento sto lavorando ma sono in attesa di poter ricevere tutta la documentazione necessaria per iscrivermi all’Università e proseguire gli studi che avevo iniziato in Argentina, in Scienze Motorie».
Lo sport ti ha permesso di inserirti più facilmente quando sei arrivata in Italia, quattro anni fa?
«In Argentina praticavo hockey su prato, uno sport molto diffuso, lo giocavo da tanti anni. Quando sono arrivata in Italia sono entrata a far parte della “Lorenzoni”, la squadra femminile di Bra dove metà team era straniero. Devo ammettere che non è stato semplice. Venivo da un altro mondo di hockey e ho trovato una realtà abbastanza “chiusa”. Però con il tempo è andata meglio e nel 2023 abbiamo vinto la Coppa Italia, è stata una grande soddisfazione. Purtroppo lo stesso anno mi hanno diagnosticato la cirrosi epatica e consigliato caldamente di mollare l’hockey, essendo uno sport di contatto e pericoloso per la mia salute. Mi allenavo due volte al giorno e non potevo smettere di fare sport, è stato da allora che ho iniziato con la corsa. Mi sono sfidata da sola».
Abigail sorride, ma capiamo bene come una notizia del genere possa averle cambiato totalmente la vita e generato non poche difficoltà. Difficoltà che ha saputo affrontare, trasformare in stimoli e “alleviare” grazie allo sport.
L’intervista prosegue sul Corriere di questa settimana.
