
Prendono il via i festeggiamenti per i 30 anni della Croce Rossa di Savigliano, un traguardo importante per una delle realtà più presenti e attive del nostro territorio, con iniziative che spaziano dal soccorso, al sociale fino al coinvolgimento in caso di emergenze territoriali. Il primo appuntamento, il concerto organizzato in occasione dei 25 anni del settore inclusione sociale della CRI, è già andato in archivio, ma nelle prossime settimane saranno ancora tanti i momenti di festa e di promozione dell’ente. Ci siamo fatti raccontare di più sulla storia trentennale della sezione saviglianese dal presidente Roberto Botta, in carica da ormai sei anni.
Trent’anni di Croce Rossa di Savigliano, cosa ha reso possibile questo traguardo?
«Sono stati i volontari e le volontarie a portarci fino a qui. Fortunatamente in questi anni non è mai mancato il supporto di persone che hanno voluto dedicare una parte del loro tempo alla Croce Rossa. Si sono succeduti in diversi: alcuni sono con noi dalla fondazione, altri sono arrivati dopo, ma nella festa dedicheremo a tutti loro un riconoscimento. In particolare festeggeremo chi ha prestato servizio da 10 a 30 anni. Dal primo servizio del 1° agosto ‘96, con un’ambulanza, è chiaro che ci siano stati diversi cambiamenti: attualmente disponiamo di 5 ambulanze, 3 vetture attrezzate per trasporto disabili, un’auto, due auto-mediche e un mezzo 4×4 di protezione civile. Abbiamo due convenzioni 118 attive con Azienda Zero e una per trasporto infermi con l’AslCn1. Oggi i volontari, che sono circa 300, non bastano più per coprire tutti i servizi, per cui abbiamo assunto personale dipendente per integrare».
In una storia che inizia a diventare lunga, quali sono stati i momenti più significativi?
«La nascita come sede territoriale provinciale è del 1996 e ha visto una rapida crescita del numero di volontari e l’appoggio di tutte le componenti (Comune, Asl, Fondazione Crs e cittadini). Tutto ciò ha portato un rapido sviluppo che ha trasformato la sede in Comitato nel 2001 con la nascita della sezione femminile, oggi divenuto settore Inclusione sociale, che ha completato le competenze dei Volontari del Soccorso della CRI di Savigliano di allora. Dopo alcuni cambi di sede, nel 2012 è divenuta operativa quella attuale di via Stevano e nel 2014 il comitato è diventato una realtà indipendente sotto il profilo economico e gestionale, nell’ambito della rete associativa nazionale. Un momento sfidante è stato quello del Covid, subito dopo la mia elezione nel 2020: in quel momento tutte le energie sono state convogliate su un unico obiettivo. Devo dire che in quel periodo la disponibilità dei volontari è stata massima. Siamo partiti comprando mascherine nei negozi di ferramenta e poi, gradualmente, siamo riusciti a gestire l’emergenza riducendo al minimo il rischio per gli operatori».
L’intervista prosegue sul Corriere di Savigliano.
