
Venerdì sera il teatro Milanollo ha ospitato lo spettacolo “Matteotti, Anatomia di un fascismo”, portato in scena con grande partecipazione da Ottavia Piccolo, affiancata dall’Orchestra Multietnica di Arezzo. La rappresentazione, scritta da Stefano Massini e diretta da Sandra Mangini, ha offerto al pubblico un ritratto coinvolgente della figura di Giacomo Matteotti, raccontando una delle pagine più drammatiche della storia italiana. La rappresentazione ricostruisce gli ultimi momenti di vita di Matteotti, restituendone il grande coraggio. Suo e della moglie Velia.
Un’occasione per riflettere su ciò che è stato e per esplorare i meccanismi che portarono all’affermazione del fascismo, rivivendo passaggi cruciali della vita di un uomo, deputato, riformista e pacifista che aveva compreso fin dall’inizio l’estrema gravità del fenomeno fascista.
L’accompagnamento dal vivo dell’orchestra, con le musiche originali di Enrico Fink, ha amplificato l’atmosfera portata sul palco da un’impeccabile Ottavia Piccolo che ha anche interagito con gli spettatori, più che altro per richiamarli all’attenzione. Non sono passati infatti inosservati gli sguardi di qualcuno che, nonostante ciò che gli si proponeva davanti, è riuscito a farsi distrarre dal cellulare e a fine spettacolo l’attrice ha voluto ricordare l’importanza di vivere il teatro come esperienza di presenza e ascolto, anche per aiutare gli attori a rimanere concentrati.
Un appuntamento, con la stagione del Milanollo, che ha messo in scena l’analisi critica di uno dei momenti più bui della nostra storia, portando inevitabilmente a riflettere sulla fragilità della democrazia, che può essere messa a rischio in ogni tempo e in ogni luogo.
Per questo è fondamentale mantenere viva la memoria di chi osò denunciare, a costo della vita.
